Cascata della Tiglia

Cascata della Tiglia - Platania (CZ) - Frazione Panetti

Primo Maggio 2019

La città è deserta. Quasi tutti sono fuori città per partecipare ai vari concerti che come consuetudine si tengono il primo maggio.

Un signore un po’ più in la con l’età, avanzando aiutandosi con il bastone entra nel bar. Sembra quasi sorpreso di vedere tre ragazzi armati di macchine fotografiche posate in bella vista sul tavolo.

Distoglie solo lo sguardo quando il barista, visibilmente annoiato dal poco lavoro della giornata chiede:”signore caffè?”.

Inizia così il primo pomeriggio di due amanti della fotografia e di un appassionato di trekking che per l’occasione si immerge nel ruolo di “guida” attraverso i boschi del luogo.

Il racconto e la storia.

Ed è così che finiti i convenevoli ed il consueto immancabile “caffè sempre offerto” del sud, ci si dirige verso la meta.

Durante il tragitto, Bruno si scopre essere anche essere un profondo conoscitore della storia dei luoghi oggetto di meta quotidiana.

Ci racconta quindi, durante lo spostamento in auto, di alcuni fatti storici ed alcune vicende del passato legate alla frazione Panetti di Platania dove ci stiamo recando.

Immerso nella natura

La frazione Panetti di Platania dista circa 4 km dal centro del piccolo borgo dell’appennino tirrenico. Essa è immersa nella natura e quasi disabitata. Ad oggi è abitata da poco più di tre famiglie. Tuttavia le dimensioni del borgo non sono poi così ridotte, infatti fino a circa 40 anni fa, ci vivevano circa 250 persone. Globalizzazione, emergenza lavoro ed emigrazione hanno fatto il resto.

Si tratta di un borgo dall’aspetto antico e che profuma di natura, infatti è immerso nel verde.

Il percorso

Parcheggiata l’auto sullo spiazzo antistante la fontana del luogo inizia il percorso da fare a piedi. A proposito, l’acqua che sgorga è stata analizzata ed è ottima.

Inizia quindi il percorso lungo il sentiero di montagna. Sentiero abbastanza ripido ma molto semplice da affrontare come difficoltà, almeno nel primo tratto. Dopo circa due chilometri di cammino, bisogna abbandonare il sentiero e procedere sullo stretto argine di un piccolo canale di irrigazione ausiliario all’agricoltura di alcuni terreni del posto.

Il tragitto diventa quindi stretto, ma si snoda su un contesto pianeggiante senza mai diventare eccessivamente impegnativo. L’unica dettaglio a cui prestare attenzione, è quindi non perdere l’equilibrio per non finire nei rovi e nelle ortiche sottostanti.

Durante il tragitto incontriamo altre persone che avevano ben pensato di far anche loro questa breve escursione fuori porta.

 

L'arrivo alla cascata. Le sensazioni.

L’arrivo alla cascata è un’esperienza che unisce lo stupore al relax. La “gola della pietra” dove si trova la cascata, è un’area in cui il verde è rigoglioso ed è praticamente il main theme. Nonostante ci si trovi di fronte ad una cascata con un salto unico di ben 30 metri, quello che cattura maggiormente l’attenzione sono le rocce circostanti che erose dall’acqua nel tempo, sono oramai levigatissime. L’istinto di sedersi con le gambe incrociate su uno di questi massi, chiudere gli occhi e ascoltare il suono della natura è qualcosa di irresistibile ed unico da vivere.

Sollevando lo sguardo poi, si scorge in lontananza il massiccio roccioso su cui si erge il punto panoramico “la fossa della chiesa” del monte Reventino(di cui vi parlerò un’altra volta). L’ambientazione è qualcosa di meraviglioso. Non voglio parlare oltre. Vi invito a visitare il posto appena possibile, e per ora di accontentarvi della gallery fotografica che racconta l’esperienza del mio primo maggio, diverso, con la visita a questo posto incantato.

La fotogallery.

Contenuto Bonus. Video in slow motion.