Se c’è un fotografo al quale ho sempre guardato con rispetto, ammirazione e spirito d’emulazione per quanto riguarda la foto naturalistica, quello è Ansel Adams, che come me era autodidatta.

Adams scattava per passione, e come me lo faceva come reazione al pittorialismo, che non riteneva una riproduzione fotografica ma un’astrazione vera e propria della realtà.

Fu questo uno dei motivi che lo spinse nel 1932 a fondare il gruppo f/64 assieme a Weston. Ma perchè f/64?

F/64 è l’apertura minima di diaframma utilizzabile nel reale per ottenere il più alto valore di profondità di campo: tutto, dal più prossimo al più distante infinito è messo correttamente a fuoco. Impossibile chiudere di più se non usando un foro stenopeico… (ma questo è altro discorso)

Adams, al contrario di molti alti fotografi, usa la fotografia come il mezzo per rappresentare nel modo più fedele possibile la realtà e non come strumento che ne permetta l’alterazione al fine di renderla più intrigante.

Ne è un valido esempio l’invenzione del sistema zonale per la misurazione percettiva della luce mediante 10 gradazioni di grigio. Da qui nasce il punto di bianco ed il punto di nero senza i quali le foto probabilmente non avrebbero senso.

Ansel Adams, un genio, un mito, un mondo visto a f/64.

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